Sensazioni, idee, sapori...
Un movimento continuo, nevrotico, frenetico, sinuoso ed elegante.
Composto da orde di suoni, esplosioni di profumi e intricati garbugli di sapori...
Certezze e contraddizioni che devi riuscire a far conciliare per giungere al piatto finale!

martedì 2 febbraio 2016

Pesci!!!!!

Questo alimento è sicuramente fra i più sani e gustosi per le nostre tavole che sia di acqua dolce o salata, che provenga dal mare o da un fiume in essi sono racchiuse numerose sostanze benefiche e riservano aromi e sensazioni gusto olfattive uniche.

Scopri tutti i segreti per riconoscere se il pesce è davvero fresco.

Le classificazioni

-Habitat: i pesci si suddividono in pesci d'acqua salata ( mare, oceano,acqua fredda, acqua calda, superficie mezzani o da fondo) ed in pesci d'acqua dolce (lago, fiume acqua fredda, acqua calda, superficie, mezzani o da fondo).

-Pesci tondi e piatti: si definiscono pesci tondi tutti quei pesci che presentano un occhio su ciascun lato del corpo (branzino, trota, salmone); per pesce piatto si intende, invece, quello in cui entrambi gli occhi sono su un solo lato del corpo(passera, sogliola, rombo).

-Grandezza: i pesci si suddividono per grandezza piccoli, medi e grandi. In genere questa classificazione è più importante per chi pesca in quanto ciascuna specie può essere pescata e venduta solo se raggiunge una determinata dimensione. Per chi cucina è importante conoscerne la grandezza per poterne capire meglio i tempi di cottura.

-Polpa: inoltre i pesci possono essere classificati per tipologia di carne.

La pulizia del pesce

-Prima pulizia: nei pesci di grossa taglia occorre togliere le pinne: si tirano verso l'alto e si recidono alla base. Bisogna eliminare sopratutto quelle grosse e spinose che possono dare problemi durante la manipolazione; le altre potranno anche essere lasciate.

-La squamatura: occorre ripulire i pesci con squame grosse e cornee; appoggiate il pesce sul piano da lavoro tenendolo per la coda (aiutatevi con uno straccio per una presa più salda) e raschiate la pelle con un movimento dalla coda alla testa. Qualora non possediate l'apposito strumento potrete usare un cucchiaio, il dorso di un coltello o una conchiglia dentellata. Per evitare che le squame vadano ovunque potrete lavorare con il pesce immerso in poca acqua oppure in un sacchetto di plastica trasparente.

-L'eviscerazione: in caso la preparazione non lo specifichi i pesci vanno sempre puliti dalle interiora. Per eseguire questo procedimento esistono due modi: il primo è quello di incidere il pesce sul ventre partendo dall'ano sino ad arrivare al mento, quando eseguite questa operazione prestate attenzione a non bucare o rompere le viscere interne. L'altro metodo è più complicato e consiste nel rimuovere le viscere attraverso le le aperture ai lati della tasta inserendo un dito ed estrarle delicatamente. Il pesce dopo la pulizia va sempre lavato per rimuovere ogni traccia di sangue o interiora.

-La sfilettatura: per suddividere in filetti la polpa, eliminando la lisca, occorre lavorare con un coltello dalla lama lunga. Per i pesci tondi, si taglia attorno alla testa, lungo il dorso e la pancia, si inserisce il coltello fra lisca e polpa, partendo dalla testa sino ed arrivare alla coda. Per i pesci piatti si opera in maniera simile: con il coltello si incide intorno alla testa, lungo il dorso e la lisca centrale e, procedendo come per i pesci tondi, si separano i due filetti.

-La rimozione della pelle: per rimuovere la pelle ai pesci tipo l'anguilla si incide con un taglio ad anello attorno alla testa, si solleva un lembo di pelle e, aiutandosi con uno straccio la si sfila percorrendo tutto il corpo, con lo stesso metodo si toglie quella scura dal lato inferiore delle sogliole ma in tal caso l'incisione va fatta attorno alla coda. Per eliminare la pelle dai filetti occorre appoggiarsi sul piano di lavoro con la polpa rivolta verso l'alto. Con una mano (e l'aiuto di un canovaccio pulito) si tiene saldamente un lembo di pelle separato in corrispondenza della coda e con l'altra si fa scivolare fra la polpa e la pelle la lama lunga e flessibile del coltello tenendola di piatto.

Cosa si tiene e cosa si butta

Quando avrete sfilettato e pulito i pesci non necessariamente la lisca le pinne ed alcune interiora sono da buttare.

Di alcuni pesci il fegato e le uova sono molto pregiati e racchiudono un sapore ottimo(chiedete al vostro pescivendolo quali interiora si utilizzano), mentre le lische e le pinne possono essere utilizzate per fare il brodo o fumetto di pesce.

Scopri i pesci d'acqua dolce e d'acqua salata le loro caratteristiche organolettiche ed alcuni abbinamenti unici.

lunedì 1 febbraio 2016

Volatili

I volatili sono fra i primi animali che l'uomo ha addomesticato quando da nomade divenne stazionario. Quindi, da sempre, rappresentano una fonte di nutrimento fondamentale ed anzi tri-valente poiché, galli, galline e volatili in genere svolgevano 3 principali funzioni: funzione di pulizia dei campi, alimentazione da carne ed alimentazione da uova. images (1)La prima funzione, spesso quella meno considerata, e che i polli sono dei grandi razzolatori, scavatori e mangiatori di insetti, erbe infestanti e tutti i prodotti di scarto che facciamo, inoltre il guano è tuttora uno dei migliori concimi naturali. Questa caratteristica consente di poterli allevare ad un costo estremamente basso e modico, cosa che oggi viene spesso tralasciata; ma se pensiamo al 1600 o ancor prima erano caratteristiche molto importanti. images (2)La seconda e la terza funzione erano spesso in simbiosi, talvolta le uova venivano lasciate alla cova affinché nascessero i pulcini così da avere del bestiame da vendere, da scambiare o in sostituzione a quelli più anziani, altre volte le uova venivano raccolte e mangiate. I polli più vecchi invece, venivano uccisi, ed utilizzati per intero, le penne fungevano da “imbottitura” per coperte, le ossa venivano rotte ed utilizzate come concime, mentre, la carne, le interiora e tutti i ritagli meno nobili erano utilizzati in cucina come alimenti. download (2)Oggi, dato il grande progresso scientifico, che ha comportato ad una selezione dei geni presenti nei volatili al fine di migliorarne determinate caratteristiche ed un più vasto commercio su scala mondiale è possibile selezionare ogni tipologia di volatile a seconda delle caratteristiche che più ci interessano. Per capire meglio; se vogliamo una gallina che produce molte uova ma cova poco l'ideale è una gallina ovaiola, mentre se desideriamo una gallina da cova possiamo optare per un'americanella, mentre se vogliamo un esemplare da carne su una gallina belga etc. etc. per comprendere meglio la versatilità culinaria e non dei volatili in genere basta pensare che, attualmente, esistono oltre 200 razze di pollo e più di 50 razze di tacchini. Distinzione dei volatili al fine alimentare. Come abbiamo visto nella sezione carne i volatili si dividono in 2 classi: animali da cortile selvaggina.

ANIMALI DA CORTILE

scopri le classificazioni delle carni e le varie differenze fra loro

Rientrano in tale categoria tutti gli animali che, per tradizione, erano lasciati liberi per le corti (polli, conigli etc.) e che fino a pochi anni fa, erano molto allevati anche a livello casalingo.

Pollo:La carne di pollo è fra le più comuni sulle nostre tavole, è carne bianca, contiene pochi grassi ed è ricchissima di proteine ad alto valore biologico, e vitamine del gruppo B1. La carne di pollo viene a sua volta divisa in polli ruspanti, da allevamenti in batteria o allevati a terra. I polli ruspanti sono quelli allevati come facevano i nostri nonni, lasciati liberi di razzolare qua e la cibandosi di tutto quello che incontrano e gli fa gola. La carne è più soda, il colore è più scuro ed è più saporita, mentre i polli allevati in batteria o a terra (è sempre bene accertarsi della provenienza e quali somministrazioni antibiotiche ed alimentari hanno ricevuto) è più tenera e più pallida. Cappone:È il pollo castrato in giovane età. È l'ideale per fare brodi e bolliti, è caratterizzato da una maggiore grandezza, il petto appuntito e sulle zampe sono presenti due "speroni" caratteristici. Gallina:la gallina è indicata per le cotture in umido, la pelle è fine e la carne è di colore più scuro con caratteristiche chimiche e fisiche che la fanno rientrare nelle carni rosse. Gallo:Poco utilizzato nella cucina nazionale, si utilizza per fare i bolliti e brodi. Del gallo si utilizza la cresta (principalmente nella zona prealpina dei laghi) per farle in umido o trifolate con il risotto. Tacchino:Dato il costo molto basso, la versatilità culinaria ed un ottimo apporto di nutrimenti per il nostro organismo, questa carne, negli ultimi anni si è diffusa su tutto il territorio nazionale. La qualità più pregiata è quella di tacchina. Un tacchino intero può arrivare a pesare oltre i 15kg. Oca: la carne d’oca, più grassa degli altri pollami, ha un posto di nicchia nella cucina italiana ed è molto legata alla produzione francese del patè con il suo fegato. Viene impiegata anche per preparazioni come salame e prosciutto per una tavola particolarmente ricercata. Faraona: la faraona è l’animale esotico per eccellenza, fin dall'epoca dei Romani, era consumata solo dai nobili. Ha carni magre e ricche di proteine, con un sapore più aromatico rispetto a quelle del pollo. Per una resa migliore richiede una leggera frollatura. Piccione: conosciuta fin dal Medioevo, la carne del piccione era considerata una prelibatezza, tanto da essere utilizzata come merce di scambio nelle trattative commerciali. Il piccione giovane raggiunge un peso attorno ai tre etti e ha una carne molto tenera, quasi bianca; il piccione adulto può arrivare a mezzo chilo a quattro settimane di età. Anatra: La carne di anatra, diffusa più in altre cucina che in quella italiana, pur essendo molto gustosa ha un contenuto di grasso superiore ad animali similari. Poiché però il grasso è localizzato specialmente nella pelle, è sufficiente toglierla per limitarne l’apporto.

SELVAGGINA

Sai la differenza fra selvaggina e cacciagione? scoprila!
Fagiano: il fagiano è un uccello originario dell’Asia, ma già apprezzato dai Romani, che appartiene alla famiglia dei gallinacei. Il maschio ha una carne molto saporita, ma quelle della femmina e dell’esemplare giovane sono sicuramente più tenere e pregiate. La carne di fagiano richiede una frollatura di circa una giornata in frigorifero per il maschio anche 2 e se possibile fare una marinatura minima di 3 ore. Quaglia: i due tipi di quaglia che si possono consumare sono quella selvatica dalla carne grassa e saporita e quella d’allevamento, più magra e facile da digerire. Fra la selvaggina è particolarmente apprezzata perché le sue carni sono bianche e sode. Oltre a questa distinzione è bene anche distinguerli per la tipologia di carne che ne ricaviamo ovvero carni bianche, carni rosse e carni nere che approfondiremo nelle sezioni a loro dedicate.

domenica 31 gennaio 2016

BRODO DI GAMBERI: Pulite 4 carote, 6 cipolle, 8 porri, mezza testa di cavolo, 2 gambi di sedano, e tagliate il tutto a pezzetti e fate soffriggere in pentola con poco olio. Prendete 2 kg di gamberi rossi del mediterraneo(possibilmente vivi) puliteli, lavateli e rimuovete il filamento nero con l’aiuto di uno stecco. Fateli cuocere in un cuort-bouillon fatto con: sale, mezza carota, 1/4 di cipolla, mezzo gambo di sedano e del prezzemolo. Fateli cuocere 15 minuti a fiamma bassa. Rimuoveteli dall'acqua e puliteli dai carapaci. In un mortaio pestate i carapaci e le teste con 40 g di burro, aggiungete il tutto alle verdure del soffritto. Coprite con 3 litri d’acqua e portate a bollore. Sgrassate il brodo conservando il grasso. Colate il brodo con un superbag o un panno pulito. Riponete nuovamente sul fuoco e fate ridurre di 1/3 fino a 2 litri circa aggiustate di sale e pepe. Sgrassatelo nuovamente conservando sempre il grasso e ripassatelo con un superbag o un panno umido. Questo brodo, assieme alla polpa, potrete usarlo per fare zuppe a base di pesce, risotti o sughi per la pasta. Il burro conservato, andrà fatto fondere e passato ad un colino a maglie fini;e potrà essere usato per fare dei crostini o per mantecare pasta e risotto.  

venerdì 29 gennaio 2016

il calendario del pesce fresco

cefaloI pesci come fruttaverdura ed alcuni animali sono soggetti alle stagioni. Alcuni pesci possono essere pescati solo in alcuni periodi dell'anno, alcuni pesci migrano a seconda del clima o semplicemente sono più buoni in una dato periodo. Di seguito vi riporto il calendario dei pesci.

Scoprite anche i prodotti ortofrutticoli Invernaliprimaverili, estivi ed autunnali.



Gennaio
anguilla, branzino, carpa, merluzzo, pescatrice, persico, razza, rombo, sardina, sogliola, triglia, trota.
 
Luglio
acciuga, aguglia, alborella, branzino, carpa, cefalo, cernia, dentice, merluzzo, ombrina, orata, pagello, palombo, persico, sardina, scorfano, sgombro, sogliola, spada, triglia, trota
Febbraio
branzino, carpa, luccio, merluzzo, persico, rombo, spigola, trota
 
Agosto
acciuga, aguglia, alborella, branzino, carpa, cefalo, cernia, dentice merluzzo, ombrina, orata, pagello, palmobo, persico, sardina, scorfano, sgombro, sogliola, spada, triglia
Marzo
acciuga, carpa, cefalo, luccio, merluzzo, muggine, persico, sardina, sogliola, tonno, trota
 
Settembre
acciuga, alborella, carpa, cefalo, dentice, orata, pagello, persico, sardina, sogliola, spada, triglia, trota
Aprile
acciuga, cefalo, dentice, merluzzo, persico, sardina, sgombro, sogliola, spada, tonno, triglia, trota
 
Ottobre
alborella, anguilla, carpa, cefalo, merluzzo, persico, sardina, scorfano, sogliola, tonno, trota
Maggio
acciuga, aguglia, carpa, cefalo, dentice, merluzzo, ombrina, persico, sardina, sogliola, spada, spigola, tonno, triglia, trota.
 
Novembre
acciuga, anguilla, carpa, cefalo, merluzzo, orata, persico, razza, sardina, sogliola, triglia, trota
Giugno
acciuga, aguglia, alborella, carpa, cefalo, cernia, dentice, merluzzo, ombrina, orata, pagello, palombo, persico, sardina, scorfano, sogliola, spada, spigola, tonno, trota, triglia
 
Dicembre
anguilla, branzino, carpa, cefalo, merluzzo, persico, razza, rombo, trota

Vai alla pagina dedicata ai pesci e scopri nel dettaglio i loro usi e gli accostamenti gastronomici migliori!

mercoledì 27 gennaio 2016

Inverno dove sei?

Il periodo invernale, in Italia, varia molto a seconda della regione e del clima stesso. Talvolta alcuni frutti ed ortaggi saranno disponibili in quantità maggiore, alcune settimane prima del solito o alcune settimane dopo, potranno essere più buoni o meno buoni. Sarebbe errato tentare di essere troppo precisi poiché siamo noi a dover seguire la stagionalità e le esigenze dei vegetali e non i vegetali a seguire le nostre.
FRUTTA
Arance
Clementine
Frutta secca
Kaki o Loti
Kiwi
Limoni
Mandaranci
Mandarin
Mele
Pere
Pompelmi
Uva da tavola
VERDURA
Bietole da coste
Broccoli
Carciofi
Carote
Cavolfiori
Cavoli
Cicoria
Finocchi
Patate
Radicchio
Rape
Sedano
Spinaci
Zucche
 Se notiamo la maggior parte dei frutti e degli ortaggi invernali sono ricchi di vitamina C, zuccheri e danno grande senso di sazietà con una buona dose di sostanze nutrienti. Queste caratteristiche rispondono correttamente alle esigenze nutrizionali dell’uomo durante i periodi invernali quindi, più freddi. Un esempio è la vitamina C che ci aiuta a mantenere attivo il sistema immunitario aiutando a combattere raffreddori, febbri e piccoli malanni in generale.
Scopri i frutti e gli ortaggi autunnali! oppure, fatti un giro alla scoperta delle migliori ostriche!

martedì 26 gennaio 2016

Prodotti agroalimentari tradizionali

L’Italia dei sapori, l’Italia della pizza e degli spaghetti! L’Italia della qualità!
Già proprio la nostra penisola con le sue montagne, colline e pianure, i suoi fiumi, laghi e mari, nel corso degli anni, grazie a questa vastissima qualità di terreno e di clima fra nord e sud, fra zona prealpina e appennini si sono sviluppati moltissimi prodotti tipici con caratteristiche organolettiche ben definite, gustosi, genuini e senza alcun dubbio unici.
In Italia, attualmente ci sono 264 prodotti a marchi D.O.P. I.G.P. S.T.G. e ben 523 vini a marchio D.O.C.G. D.O.C. I.G.T. .
Oltre a questi marchi esistono anche i P.A.T. (prodotti tipici agroalimentari).
Questi prodotti vengono suddivisi per regione, ad oggi ammontano a ben 4831 prodotti tipici, la più alta per quantità di P.A.T. è la Toscana con ben 463 prodotti.
I P.A.T. sono soggetti a revisioni da parte del ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ed oggi siamo alla 14esima revisione.


Di seguito vi riporto i link per accedere alle pagine delle regioni in cui troverete i P.A.T.
Abruzzo 147 P.A.T.
Basilicata 90 P.A.T.
Calabria 269 P.A.T.
Campania 429 P.A.T.
Emilia-Romagna 356 P.A.T.
Lazio 386 P.A.T.
Liguria 295 P.A.T.
Lombardia 246 P.A.T.
Marche 153 P.A.T.
Molise 159 P.A.T.
Piemonte 341 P.A.T.
Puglia 233 P.A.T.
Sardegna 184 P.A.T.
Sicilia 235 P.A.T.
Toscana 463 P.A.T.
Umbria 70 P.A.T.
Valle D’Aosta 32 P.A.T.
Veneto 371 P.A.T.